Design e ristoranti: scopri le tendenze

Tutti o quasi i ristoranti di Firenze sono studiati per soddisfare le richieste dell’enorme numero di persone che la “invadono” quotidianamente, attratti dalla sua storia e dalla sua bellezza. Me ne sono accorto perchè è a Firenze che ho passato il capodanno 2016. Ho notato che negli ultimi 4 o 5 anni sul piano dell’intrattenimento Firenze è cresciuta tantissimo. Ogni giorno aprono locali pubblici con un design di tendenza.

Per raggiungere la città del rinascimento (e dei miei studi) ho scelto il treno. Come mi capita spesso quando sono in viaggio, compro giornali e riviste di architettura, viaggi e cucina ed anche questa volta ho ripetuto questo rituale.

Una buona lettura abbrevia il viaggio ed allo stesso tempo mi tiene aggiornato sulle novità.

veduta panoramica di Firenze
Firenze vista da Piazzale Michelangelo

A differenza delle riviste di gossip dove nel numero di Dicembre c’è un anno di oroscopo nelle riviste di design invece sono presentate le tendenze dell’anno alle porte.

Al pari dell’oroscopo, anche le tendenze del design 2016 sono delle semplici supposizioni.

Un po’ come avviene per  moda, l’architettura e design seguono tendenze  che si affermano successivamente alle esposizioni degli autori più in vista in manifestazioni importanti del settore.

Le Tendenze del design 2016

A Dicembre 2015 non possiamo sapere con certezza quali saranno le tendenze del design 2016. Se si leggono le interviste degli autori che espongono in importanti rassegne di architettura e design, come lo sono la triennale di Architettura, il Salone del mobile di Milano e la Biennale di Venezia un’idea uno se la fa.

Magari non si riescono a scoprire le tendenze, ma sicuramente ci si può fare l’idea su quello che NON è di tendenza.

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design by Pauline Deltour
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design by Zaven

Inizio la lettura dell’intervista dei primi due designer e viene fuori che, gli oggetti che rispettano le tendenze del design 2016 devono avere una finitura effetto metallico. La brillantezza di metalli come acciaio, rame ed ottone sarà protagonista dell’anno appena iniziato.

I metalli sono utilizzati anche per creare oggetti dal design a metà strada tra l’ Hi-Tech ed il modernismo vintage degli anni ’60/’70 del 1900. Tra i tessuti è ammessa la pelle con finiture metalliche.

Il colore è l’argomento della terza intervista, in particolare il designer anticipa che nelle sue realizzazioni utilizzerà colori decisi, simili a quelli usati nei filtri delle riprese in tecnicolor.

Il rosso, il ciano, verde, magenta, blu e giallo, insomma i colori primari e secondari della tavolozza rispettano le tendenze del design 2016.

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design by Benjamin Hubert
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Design by Cameranesi Sgroi

Mentre inizio già a pensare alle implicazioni che hanno queste tendenze sui progetti leggo l’intervista della terza designer che contraddice quella del collega precedente.

La quarta designer

“vede” di tendenza per il 2016 i colori neutri,non decisi, in particolare i colori di riferimento per il 2016 saranno un corda lucido e un ruggine polveroso, molto opaco.

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design by Leon Ransmeier

Man mano che vado avanti con le interviste mi si confondono sempre di più le idee.

Il quinto designer

infatti è convinto che protagonista del 2016 sarà il colore nero e lo stile sarà minimal, mobili e oggetti dovranno riscoprire l’essenzialità, per dare ai complementi d’arredo una “nuova leggerezza domestica”.

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design by Brodie Neill

Il sesto designer

la pensa all’opposto del collega precedente e crede che il futuro sia nella forma organica.

Lui è convinto che la soluzione della forma sia da ricercarsi nello studio del mondo che ci circonda, perché già la natura ci offre un catalogo illimitato di soluzioni di design, quasi sempre molto efficaci.

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design by Lee Broom

Settimo e ottavo designer

individuano la pietra come materiale del 2016.

Entrambi scelgono il marmo , ma i motivi di questa scelta sono diversi.
Mentre infatti il primo dei due designer lo sceglie per conferire un’estetica retrò-chic all’oggetto.

L’altra designer invece la sceglie per la sua durabilità.

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design by Kueng-Caputo

Uno non disdegna la combinazione del marmo con altri materiali come il legno naturale ed il cristallo, perché convinto che gli oggetti del futuro sono da ricercarsi nel passato, l’altra invece vuole consentire all’oggetto di sopravvivere a lungo e massimizzarne la personalizzabilità, per far ciò preferisce non mischiare tanti materiali e tende a ricercare la semplicità delle forme per rendere più facile il riciclo.

In queste otto interviste si è parlato di tutto ed il contrario di tutto.

Nessuno dei designer intervistati  è d’accordo col suo collega e per certi versi va bene cosi.

Ti immagini un’ esposizione con tutti gli artisti che fanno le stesse cose o peggio ancora stilisti che disegnano vestiti tutti uguali?

La bellezza in architettura, nel design e nell’arte consiste nella diversità.

Beh, allora a che serve l’Architetto? Basta comprare o copiare tutti questi oggetti e piazzarli nel mio ristorante!

Gli architetti, i designer e gli artisti sono problem-solver, che a loro modo cercano di risolvere le criticità della situazione preesistente al progetto.

Gli architetti bravi, quelli che nel settore chiamiamo “Archistar” analizzano i problemi, li risolvono con un progetto che presenta uno stile distinto e sempre simile a se stesso.

Il valore aggiunto dell’opera realizzata da questi grandi nomi è proprio in questo, dalla riconoscibilità del costruito  “dell’artista”.

C’è una controindicazione però, in genere lo stile dei designer o Archistar è molto personale e per questo motivo può contrastare con la visione dell’imprenditore che gli commissiona il progetto del suo ristorante.

Se avviene questo possono iniziare i problemi, cioè quando l’imprenditore ha un’idea di business distante o comunque diversa rispetto alle convinzioni del professionista che dovrà eseguire il progetto del ristorante.

In questi casi possono succedere due cose :

  1. che l’architetto si impone sul committente,
  2. che il committente “utilizza” l’architetto come l’esecutore dei suoi desideri.

In entrambi i casi a risentire di questa situazione è l’attività che sta nascendo, perché in qualsiasi caso l’idea di business non è coerente con l’aspetto del locale.

Per sviluppare un progetto coerente all’idea di business scelto il progettista di un ristorante deve prima pensare come un imprenditore e poi progettare come un buon architetto.

Per far questo deve saper riconoscere gli errori che il committente può commettere quando sviluppa e descrive la sua idea di business.

Indicare le correzioni necessarie al business o riuscire ad indicare le persone giuste che possono correggere quei problemi.

Messa a posto l’idea d’impresa  si può dedicare a ricercare le soluzioni tecniche giuste utili al progetto.

Quando si trova un committente impreparato sul lato imprenditoriale, con troppe idee e magari confuse deve aiutarlo a sviluppare un’ idea fattibile e realizzarla in maniera coerente.

Perché l’architetto non si può limitare ad eseguire i desideri del committente?

Il ristorante è un locale pubblico ed il “vero committente” non è il proprietario del ristorante (quello che mette i soldi).

Sono i futuri clienti dell’attività ed in parte le persone che ci lavorano ad essere i veri committenti del locale.

Utilizzare la stessa logica con cui si progetta la casa del proprietario del ristorante ed applicarla al progetto della sua attività, non solo è sbagliato ma potrebbe essere dannoso per attività stessa.

Lavorare in questo modo significa non tenere in conto minimamente i bisogni dei veri clienti.

Realizzare un locale che non risponde alle esigenze delle persone che lo frequentano e al personale che ci lavora può essere pericoloso.

Accontentare i desideri del proprietario che poi non rappresenta il cliente tipo del ristorante porta inevitabilmente dopo qualche tempo a chiudere per fallimento.

Per l’architetto progettista di un ristorante veder chiudere un’attività che ha contribuito ad aprire non è una cosa buona.

Se chiude un locale anche il progettista è responsabile al fallimento, con tutte le conseguenze che questo implica alla sua immagine.

Alla prossima.

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Michele Pandolfelli

Michele Pandolfelli

Da piccolo avevo due grandi passioni: la cucina ed il disegno. Oggi mi diletto sempre a cucinare, ma nel frattempo sono diventato Architetto......
L'Architetto dei ristoranti.
Michele Pandolfelli
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2 pensieri su “Design e ristoranti: scopri le tendenze

  1. …Ma che bella sorpresa il tuo sito…potere scambiare informazioni ed opinioni e…magari collaborazioni future. Quest’anno mi è capitato di dovere occuparmi di restyling di un ristorante molto conosciuto e con una clientela esigente e affezionata ed è stata una bella scommessa…il timore “saltuario” del mio committente era che i clienti potessero non trovare più l’atmosfera della locanda…..giusto era questa la sfida accontentare il committente i clienti e…me. Penso di esserci riuscita pare siano tutti contenti…ti invierò qualche foto e mi dici cosa ne pensi. Contemporaneamente ho progettato un hosteria 2.0….un anno incredibile…ma questo alla prox puntata, ciao ti auguro una buona giornata

    • Ciao Angela,
      mi fa molto piacere che i tuoi progetti siano andati a buon fine !
      Aspetto le prossime puntate 😉

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