Burocrazia dei Ristoranti: gli adempimenti amministrativi

Per trattare il tema della burocrazia dei ristoranti Italia bisogna essere un pò ironici, se la prendi troppo seriamente non vivi più.

Non so se ti  mai è capitato di vedere il cartone animato Asterix e Obelix.

Da bambino ne ero appassionato, non esistendo internet e tanto meno youtube, mi limitavo a fare zapping alla TV per ricercare episodi nuovi da vedere.

L’episodio che ricordo con maggiore frequenza, specialmente quando mi ritrovo a sbrigare qualche faccenda in tema di burocrazia, è quello “Le dodici fatiche di Asterix”.

I due galli cominciavano ad essere considerati delle divinita’ dai Romani perchè non riuscivano a sconfiggerli in nessun modo.burocrazia dei ristoranti

Così Giulio Cesare decise di proporre loro una serie di ‘fatiche’ per provare che non erano delle vere divinita’.

I due erano accompagnati da un messaggero che portava a Giulio Cesare le notizie sui risultati delle loro fatiche.

Il bello era vedere il contrasto tra la fatica dei due galli con la rilassatezza e tranquillita’ di Giulio Cesare che si rilassava nella sua villa pregustando la vittoria.

In particolare  l’ottava fatica che Asterix ed Obelix devono superare per sconfiggere l’impero romano e’ quella che piu’ fa al caso nostro.

La prova consisteva nel riuscire a farsi dare da qualcuno della “casa che rende folli” il lasciapassare A-38.

I nostri 2 eroi in quel caso ce la misero tutta per non impazzire e compiere la missione. Quella prova è un po’ quello che facciamo tutti noi  quando abbiamo a che fare con la burocrazia.

In Italia le cose in tema di burocrazia si sa sono un po’ ingarbugliate e tutti quelli che vogliono aprire un’attività devono, prima o poi, avere  a che fare con il rilascio di qualche “lasciapassare A-38”.

Tutta la burocrazia dei ristoranti

Ti avverto l’argomento di oggi non e’ dei piu’ leggeri percio’ se vuoi continuare a leggere armati di pazienza ma sappi che non e’ colpa mia. 🙂

Partiamo dal fatto che ci dobbiamo muovere su due piani quasi paralleli :

Piano Edilizio e Piano Amministrativo.

La burocrazia dei ristoranti è tra le più asfissianti di tutte le attivita’ commerciali.

Tutti i ristoranti hanno bisogno di fare la pratica di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA Commerciale) legge 122/2010.

Questa pratica che va inoltrata on-line e’ una collezione di tutti i permessi che hai gia’ ottenuto o la richiesta di pareri che necessitano per l’apertura del tuo locale, è inoltrata al SUAP del Comune.

Una volta presentata il Comune sarà ad inoltrare a tutti gli enti coinvolti la documentazione e a rilasciarti l’autorizzazione all’apertura.

Se devi fare dei lavori importanti ( rifare gli impianti, fare delle divisioni, ecc..) allora devi fare la SCIA edilizia, oggi CILA, che va presentata PRIMA di quella commerciale.

Per presentarla ti serve un tecnico che ti fa il progetto, una ditta in regola e va presentato tutto all’ufficio tecnico del comune.

Di’ la verita’ ti e’ venuto il primo mal di testa !?burocrazia dei ristoranti

Per semplificare tutta la burocrazia dei ristoranti facciamo un esempio di un piccolo intervento edilizio.

In questo modo ti faccio capire nel dettaglio e così ti puoi fare un’idea più precisa di quello che ti serve e del tempo che ci vuole per poter aprire il tuo ristorante.

Prendiamo un locale dove i lavori da svolgere sono solo di adeguamento del locale e degli impianti che già precedentemente era adibito a pizzeria.

Quindi la canna fumaria già c’è ed i lavori consistono grosso modo in:

  • sostituzione dei pavimenti,
  • rifacimento degli intonaci,
  • sostituzione dei sanitari, tinteggiatura
  • arredo.

Il locale è di modeste dimensioni, 100 mq circa, per cui inferiore ai 200 mq e l’impianto di adduzione gas è inferiore a 116 KW, precisamente 66 KW.

Con queste caratteristiche non è soggetto al controllo preventivo dei vigili del fuoco (D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151)

E’ comunque necessario un progetto redatto da un tecnico abilitato perché superiore a 34 KW.

Anche l’impianto elettrico è da adeguare ed anche in questo caso serve un progetto redatto da un tecnico abilitato perché è di 10KW, quindi maggiore di 6 KW limite imposto dalla normativa.

Sia il progetto di adduzione gas  che quello elettrico vanno allegati alla CILA (Comunicazione di Inizio Attività Asseverata) da presentare al Comune.

Nel dettaglio la burocrazia dei ristoranti consiste nel effettuare una serie di adempimenti amministrativi.

Le pratiche che è obbligatorio fare sono:

  • comunicazione preventiva all’ ASL competente,
  • inizio lavori al Comune e piano di sicurezza e coordinamento (PSC),
  • perché sul cantiere intervengono più ditte .

Dopo che il nostro progetto  è stato depositato all’ASL competente, il dirigente dell’ASL ha rilasciato parere preventivo.

E’ necessario allegare tale parere alla C.I.L.A da presentare al comune perchè, i lavori da svolgere si classificano in manutenzione straordinaria (art 3-b DPR/2001).

burocrazia dei ristoranti

Gli allegati richiesti alla CILA sono:

  • modulo della comunicazione di inizio lavori redatta dall’affittuario,
  • contratto di locazione del negozio,
  • titolo di proprietà del locale ,
  • assenso del proprietario a svolgere i lavori di manutenzione straordinaria,
  • relazione tecnica asseverata a firma di un tecnico abilitato, con progetto e relazione illustrativa dei lavori da svolgere, con copia dell’estratto dello strumento urbanistico vigente e documentazione fotografica,
  • progetto elettrico,
  • progetto per l’adduzione gas,
  • atto di nomina del direttore dei lavori,
  • dichiarazione dell’ organico medio annuo dell’impresa esecutrice dei lavori,
  • DURC dell’ impresa esecutrice (documento unico di regolarità contributiva).

Entro 30 giorni il Comune eventualmente può richiedere integrazioni al progetto presentato.

passato tale termine vige il silenzio assenso, la pratica quindi è accettata cosi come è stata presentata.

I lavori, pronto il progetto e presentata la CILA partono e, se tutto viene svolto nel migliore dei modi e senza intoppi, e se la ditta esecutrice è veloce, nel giro di 2 o 3 mesi possono essere anche conclusi.

Una volta terminati i lavori all’interno del locale si procede con la comunicazione di chiusura dei lavori, altro documento in cui il direttore dei lavori attesta, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono stati svolti in conformità al progetto presentato, sono conformi agli strumenti urbanistici e rispondono ai requisiti igienico-sanitario.

Ultimo documento fondamentale che il ristorante deve avere è  l’agibilità (D.P.R 380/2001) e per questo documento il tecnico abilitato può fare 2 cose:

  • richiederla all’Ufficio tecnico del Comune, aspettare un mese, in questo tempo  l’ufficio tecnico comunale può rilasciarla o chiedere integrazioni. Se non fa nulla, l’agibilità è attestata per silenzio assenso;
  • attestarla ai sensi del Decreto Legge n. 69 del 21.06.2013 (convertito nella Legge n. 98 del 9.08.2013), con questa procedura il tecnico abilitato si sostituisce all’ufficio tecnico, assumendosi lui tutte le responsabilità anziché l’ufficio tecnico comunale.

A questo punto la parte edile è finita, la burocrazia dei ristoranti edilizia è conclusa, il locale è pronto.

Per aprire il locale occorre fare altre 2 comunicazioni:

  • la SCIA sanitaria,
  • la SCIA commerciale,

con relativa comunicazione al SUAP (sportello unico delle attività produttive) del comune di appartenenza ed all’ ASL .

Fatto ciò si può pensare al giorno dell’inaugurazione e fare un grosso in bocca al nuovo ristoratore!

Letta questa breve descrizione vuoi impazzire come Asterix e Obelix o vuoi fare il Giulio Cesare della situazione e rilassarti mentre altri lavorano per te? Pensaci.

A Presto!

 

Alla prossima.

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Michele Pandolfelli

Michele Pandolfelli

Da piccolo avevo due grandi passioni: la cucina ed il disegno. Oggi mi diletto sempre a cucinare, ma nel frattempo sono diventato Architetto......
L'Architetto dei ristoranti.
Michele Pandolfelli
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