Canna Fumaria del ristorante: se non c’è come si fa?

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canna fumaria ornamentale

La presenza della canna fumaria a servizio di un fondo commerciale è forse il requisito più importante, se si vuole adattare a ristorante un qualsiasi locale commerciale.
Sembra una cosa ovvia per gli esperti del settore, ma i neofiti della ristorazione molto spesso trascurano quest’aspetto.

Purtroppo oggi in Italia non esiste una normativa chiara sull’ istallazione di una canna fumaria.

L’incertezza è data dalla miriade di norme, regolamenti, delibere e sentenze che regolano questo mondo.

Quando sento parlare di canna fumaria mi ritorna in mente un fatto che risale ormai a quasi due anni fa.

Quando ho incontrato per la prima volta il dirigente del dipartimento di prevenzione dell’ASL di Salerno, persona squisita, schietta e molto simpatica.

In quel primo incontro, dopo i saluti, le presentazioni ed i convenevoli passiamo subito al dunque, cioè la fattibilità di aprire una nuova attività di ristorazione, nel centro storico di Salerno.

Capitolo 1: ASL

A quell’epoca infatti, ero già alle prese col progetto di un ristorante.

Insieme al committente avevamo già individuato un locale idoneo e per evitare di impiegare troppo tempo in inutili lungaggini burocratiche, avevo deciso di andare direttamente a parlare col dirigente, che avrebbe rilasciato il parere igienico sanitario preventivo.

In questo modo speravo di fare in fretta, evitando le richieste di integrazioni e le possibili modifiche al progetto da parte dell’ASL.

Vado dal dirigente dell’ASL il giorno e durante l’orario di ricevimento al pubblico e lui dopo aver visto i disegni del ristorante, l’organizzazione della cucina, della sala e dei servizi del ristorante esclama:

“C’E’ LA CANNA FUMARIA?”

Quella domanda mi lascia un po’ perplesso, ma prontamente rispondo a tono:

“No, il locale non è dotato di canna fumaria, ho già pensato di installare un abbattitore di fumi e fuliggini, riuscire ad installare una canna fumaria di circa 30 metri sulla parete di un condominio del centro storico, è molto molo dura!”.

E lui candidamente mi dice: “è vero, potresti installare un abbattitore, ma devi indicarmi con una relazione tecnica tutti gli impedimenti all’installazione della canna fumaria ed io poi dovrò valutare se darti il parere preventivo.

Considera che l’abbattitore costa di più rispetto all’ installazione della canna fumaria.

aggiungi il costo del cambio periodico dei filtri, il fastidio che puoi procurare ai condomini ed ai passanti.

Metti che questo fastidio qualcuno può trasformarlo in denuncia al tuo committente, come è già successo per altri ristoranti.

Caro architetto sai bene che l’abbattitore non risolverà il problema del cattivo odore al 100%, per cui tenta di installare la canna fumaria e risolverai il problema una volta per tutte.

Una possibilità ce l’hai, fai un tentativo, oltretutto dalla planimetria vedo che il palazzo che ospita il locale in cui stai progettando il ristorante ha anche un cortile interno.

Passando dal cortile eviti la pratica alla soprintendenza dei beni culturali, magari la canna fumaria puoi farla passare da li”.

Capitolo 2: Assemblea di condominio

Il dottore la faceva facile, ma per me riuscire a convincere l’intero condominio della bontà della proposta di installare una canna fumaria di 30 metri su una parete comune.

Sembrava una missione impossibile oltre ad essere un incubo.

Senza perdermi d’animo, preparo il progetto, la relazione tecnica, un foto-inserimento e tanti buoni motivi per scegliere la canna fumaria anzichè l’abbattitore.

Un avvocato civilista mi prepara un parere legale, dove venivano elencate tutte le sentenze favorevoli ai condomini che avevano installato la canna fumaria senza l’assenso del condominio.

pronti per l'assemblea si condominio sulla canna fumaria
pronti per l’assemblea di condominio sulla canna fumaria

Ero pronto sia alle buone che alle cattive, pur di raggiungere l’obbiettivo di installare la canna fumaria, richiedo l’assemblea di condominio e invio la relazione.

Contrariamente alle mie aspettative, tutto va per il verso giusto.

Certo leggendo il verbale qualcuno dei condomini non era felicissimo dell’installazione della canna fumaria, ma fortunatamente i più arrabbiati si limitano alle lamentele.

Alla fine il condominio si esprime favorevolmente a quella decisione.

Finalmente posso richiedere il pare preventivo all’ASL ed iniziare i lavori.

Sono felice perché l’incubo canna fumaria sembra finito, L’ASL mi da subito parere favorevole, tutto sembra perfetto!

Capitolo 3: Comune

Tutto fila liscio fino al giorno in cui mi arriva la lettera dal SUAP.

Quella lettera era un ordine di sospensione immediata dei lavori perché il progetto della canna fumaria non rispetta una norma del R.U.E.C. del comune di Salerno.

Precisamente l’art. 203 comma 2 del regolamento edilizio.

Nel punto in cui recita che la canna fumaria “ …. Deve avere un andamento verticale e, ove non risultasse possibile, un cambio di direzione che non superi i 30° dalle verticale……” .

Parte del percorso della canna fumaria non era verticale, chiaramente non rispettava quella norma del R.U.E.C.

Mi sentivo perduto con il cantiere bloccato, non sapevo più che pesci pigliare per uscire da quella situazione.

Inizio a studiare come uscire dalla situazione, rileggo meglio la norma UNI 7129, la legge che regola la corretta costruzione di una canna fumaria.

Poi rileggo meglio e l’art. 203 comma 2 del RUEC di Salerno e mi accorgo che la norma del R.U.E.C. è una citazione della norma UNI 7129.

Butto giù un’altra relazione tecnica, dove spiego che purtroppo quella norma del RUEC è incompleta.

Mi accorgo che manca un pezzo della norma generale UNI 7129 quindi, protocollo una copia della relazione all’ASL e spiego l’accaduto al dirigente.

E’ a quel punto che succede la cosa che non ti aspetti.

Il dirigente ASL arrabbiato della situazione, prende a cuore la questione e mi dice: “è ora che quelli del Comune la smettano, non possono fare di testa loro, perché la salute dei cittadini viene prima di tutto, perché per rispettare questo famoso articolo 203 comma 2, già è successo un pasticcio”.

canna fumaria e burocrazia tra ASL e Comune
canna fumaria e burocrazia tra ASL e Comune

Il dirigente mi spiega che pochi giorni prima aveva dovuto firmare un’ordinanza di chiusura per Burger King.

In seguito all’ordinanza del comune di rimuovere il tratto di canna fumaria che non rispettava i parametri previsti dall’articolo 203 comma 2 del RUEC.

Per rispettare l’ordinanza del comune chi gestiva il Burger King aveva danneggiato l’impianto, con la conseguenza di causare problemi ai vicini dell’attività di ristorazione.

(http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2015/05/26/news/burger-king-ha-gia-chiuso-per-lavori-1.11502845)

Il dirigente aveva dovuto chiudere il colosso dei fast food perché la rimozione di parte della canna fumaria aveva generato delle denunce dalle persone che abitavano nei pressi del ristorante.

Dopo la modifica alla canna fumaria del Burger King entrava fumo nelle case degli inquilini vicini al Burger King.

Visto che il fumo non veniva più espulso a tetto ma ad altezza balcone e quella situazione aveva messo a rischio la salute di quelle persone.

Il dirigente mi dice che qualche giorno dopo avrebbe convocato una riunione con gli amministratori ed il Sindaco del Comune di Salerno, per risolvere la spiacevole situazione.

Per modificare finalmente l’articolo 203 comma 2 del RUEC una volta e per sempre.

Nel frattempo mi rilascia un nuovo parere e mi invita a protocollarlo insieme alla relazione tecnica direttamente al SUAP, per poter continuare i lavori senza intoppi.

Capitolo 4: montaggio

Tutto va per il verso giusto, l’installazione della canna fumaria dura mezza giornata, i lavori non subiscono più nessun intoppo.

Dopo circa un mese da quell’ultima discussione con il dirigente dell’ASL, finalmente il mio committente riesce ad inaugurare il ristorante e tutto finisce nel migliore dei modi.

Epilogo

canna fumaria in funzione
canna fumaria in funzione

Mesi più tardi scopro dai giornali che il dirigente ASL era stato di parola.

Si era impegnato effettivamente ed in accordo al comune avevano deciso di modificare parte del RUEC ed il famoso articolo 203 comma 2 ( http://www.salernonotizie.it/2016/04/02/salerno-canne-fumarie-attivita-commerciali-limpegno-di-horace-di-carlo/ ).

In questa storia il lavoro più complicato è stato richiedere ed ottenere tutti i permessi per installare la canna fumaria.

Purtroppo questa prestazione molto spesso i committenti non riconoscono come “lavoro”.

Molte persone la danno per scontata, credono che un tecnico debba solo passare “qualche carta” dal suo studio agli uffici del Comune, ASL, ecc….., ma non è così.

Se l’architetto durante la progettazione sbaglia, può lasciare il ristoratore in guai seri e spesso i problemi che si possono creare sono di difficile soluzione.

E’sempre meglio prevenire i problemi invece di risolverli sopratutto dopo che hanno già creato dei danni.

Installare una canna fumaria, può sembrare insignificante, per alcuni è qualcosa senza alcun interesse.

nonostante tutto, quest’ esperienza mi ha insegnato tantissimo, mi ha fatto capire che:

  • è complicatissimo avere a che fare con la burocrazia in Italia,
  • ad un ristoratore conviene fare le cose per bene, perché anche se ti chiami Burger King e fai le cose male ti chiudono allo stesso modo di qualsiasi altro ristorante,
  • se ti chiami Burger King puoi permetterti di spendere qualche migliaio, risolvere il problema e riaprire l’attività,
  • se il ristoratore che subisce un fermo amministrativo non si chiama Burger King e invece gestisce un piccolo ristorante che già fa fatica ad arrivare a fine mese, forse non riapre più.
  • che se sei preparato e determinato, riesci a raggiungere qualsiasi obbiettivo.

Che ne pensi?

Spero che sia di aiuto, a presto Michele.

Alla prossima.

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Michele Pandolfelli

Michele Pandolfelli

Da piccolo avevo due grandi passioni: la cucina ed il disegno. Oggi mi diletto sempre a cucinare, ma nel frattempo sono diventato Architetto......
L'Architetto dei ristoranti.
Michele Pandolfelli
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